martedì 7 aprile 2009

Blankets


Prima di qualsiasi commento, un grazie di cuore a Ragnetto che mi ha consigliato e convinto a leggerlo, altrimenti chissà quando (e se) l'avrei mai scoperto.
Blankets, come Persepolis o Maus, è uno di quei fumetti di fronte a cui anche il più acerrimo ottuso deve rendersi conto di come il "fumetto" può diventare "arte sequenziale" senza se e senza ma.
Perchè Blankets, prima di essere una biografia, prima di essere una storia di formazione, prima di essere un opera dolce e romantica nell'unire il giocoso ricordo dell'infanzia alla scoperta dell'amore adolescenziale, accompagnato da un sottotesto religioso come nemmeno il migliore Gondry saprebbere trattare con gentilezza e tatto è un "fumetto" nella sua forma più pura del termine.
Lunghe pagine senza dialoghi, tavole che mutano, diventano a volte quadri astratti e anatomie amorfe semplice, naif, col gusto artistico vero di chi sà trattare il tempo con genio e capacità rendendolo godibile, soffuso, quasi facile alla vista.
Ed è una storia narrata da (e di) Dio (è il caso di dirlo :asd: ) erede di quell'Eisner che sdoganò il mezzo tanti tanti anni fa, capace di affascinare e soprattuto colpire lì, nel lato romantico dove è facile cadere nel melenso o nello sdolcinato, con una sinuosità che lascia esterefatti e colpiti, oltre che pieni di autentici brividi di emozioni e accompagnati da un lungo incedere malinconico che ognuno si porta dietro nel corso degli anni.
Meraviglioso.

domenica 5 aprile 2009

The Stand: Captain Trips


The Stand lo conosciamo tutti, no? L'Ombra dello Scorpione in italiano, uno dei migliori King, quello dove la superinfluenza lascia in vita un millesimo della popolazione terrestre? e poi c'è la vecchia? e Flagg?
Chi non l'ha letto fili in libreria a comprarlo, so mille e passa pagine ma merita che ci perdiate su un po' di tempo.

Per chi l'ha letto, la Marvel ha incominciato a pubblicarne un adattamento a fumetti, scritto da Roberto Aguirre-Sacasa (incrociato in passato su Sensational Spider-Man mi pare, scriveva un buon ragno) disegnato da Mike Perkins (recentemente al lavoro su qualche arco narrativo del Cap di Brubaker) e cover di Lee Bermejo. L'ultimo numero della prima miniserie, Capitain Trips, è uscito giusto qualche giorno fa e copre tipo le prime 200-300 pagine del libro, quelle sulla diffusione della superinfluenza.

Mi è piaciuto, un buon adattamento. Soffre un po' di ipercompressione, alcuni passaggi vengono trattati un po' troppo sbrigativamente (tu sei quel foglio bianco, ad esempio) Al di là di questa obbligatoria castrazione dovuta al passaggio di medium però Sacasa è riuscito comunque a rimanere molto ma molto fedele all'opera originale, ricalcandone per filo e per segno anche alcuni dialoghi. E ciò è bene. Il merito maggiore è stato quello di riuscire ad azzeccare la caratterizzazione di tutti i personaggi anche grazie al sempre buon perkins: se avete letto il libro sapete che sono il vero cuore del libro, quindi fatto questo la strada sarà in discesa

Non mi va di scrivere altro sennò andrei di spoilerini e sarebbe un peccato. Uscite, andate in libreria, comprate il libro, leggetelo, nel frattempo magari Panini avrà pubblicato il fumetto e leggete pure quello.
Se invece il libro l'avete già letto resterete soddisfatti da quest'adattamento, è L'Ombra dello Scorpione con le immagini. procuratevelo e mi direte.

sabato 4 aprile 2009

Synecdoche New York


Siamo tutti un po fanboy di qualcosa, inutile negarlo, ci sono quegli autori capaci di creare un feeling particolare con ognuno di noi in cui il giudizio ludico e oggettivo tente un po a fottersi soppiantato da una sorta di quasi amore incondizionato.
E' il caso del cinema di Kaufman, che come tutte le cose non è perfetto, ma che santiddio ogni volta è sempre un piacere tuffarcisi dentro.
Prodotto (e un po anche girato su diciamocelo, la mano di Jonze si vede) dagli amici di sempre Kaufman esordisce alla regia scrivendo e dirigendo un film "grosso" dall'aria scanzonata ma abbastanza ambizioso (come ogni scritto di Charlie) nel volere ricreare un involucro pieno del suo savuarfar.
In Syndecdoche c'è tutto, c'è il meta-cinema, il meta-meta-cinema, c'è il grottesco e il surreale, c'è l'uomo che affronta l'esistenza con l'ironia amara che avevamo conosciuto nel Ladro di Orchidee e Spike Jonze.
Riciclo di idee o marchio d'autore?? il confine è sempre labile, quello che conta è che la premiata ditta di New York riesce comunque a tirare fuori prodotti, con piu alti e bassi, a volte calcando un po troppo la mano, a volte meno che regala piccole perle di emozioni ( il gioco delle fate tra padre-figlia mi ha strappato un autentico brivido) ma che è capace di smuovere, di far parlare e pensare.
Siamo di fronte a una regia abbastanza solida, e la solita sceneggiatura intricata e andante, dove realtà e fantasia giocano a mischiarsi tra loro lasciando una gradevole sensazione di stordimento, siamo di fronte a un titolo ambizioso, imperfetto, un impalcatura sempre più grande che pecca di una vera e propria "linea guida" ma proprio per questo sentito, passionale, autentico come il vero cinema d'autore. 
E' il bello di Kaufman, sai sempre cosa aspettarti, o come aspettartelo, e ogni volta riesce a essere soddisfacente.
E per fortuna che c'è ancora cinema così, davvero.

giovedì 2 aprile 2009

Nawal



Nawal, lo spirito del bosco.



Nijigahara Holograph (Il campo dell'arcobaleno)



Nijigahara Holograph è un seinen pubblicato dal 2003 al 2005 su Quick Japan, un one-shot di circa 300 pagine, pubblicato in Italia dalla panini comics (planet manga) al modico costo di 10€ e con (udite udite!) un buon adattamento, ringraziando gli dei, altrimenti la storia, già terribilmente complicata, sarebbe risultata incomprensibile. 



Inio Asano è un autore giovanissimo e senza alcun dubbio il più promettente degli ultimi anni, ci ha regalato gli splendidi "La città della luce" e "What a wonderful world!" pubblicati dalla kappa edizioni per la collana mangasan, e l'ancora inedito "Solanin" (se vi ricordate la mia sign "storica" quella con la vignetta di quella ragazzina in mezzo alla folla, bhe quella è tratta a Solanin, se vi interessa piemmatemi :look:).

La trama non ve la so riassumere, è un'intricatissima serie di flash back, sogni, illusioni e vari spostamenti temporali, parla di una serie di personaggi appena entrati nella vita adulta, dei loro sogni infranti, delle piccole meschinità e pochezze delle loro esistenze, delle loro nevrosi, il tutto in un continuo spostarsi fra l'età adulta e la loro infanzia macchiata da un terribile peccato che li accomuna e che contiuna a tormentarli. 

Un viaggio in acido praticamente, non a caso paragonato da molti ai lavori di Lynch (sentito nevade :ammicca: Lynch! compra compra)

Il punto forte di questa opera è indubbiamente la sceneggiatura, intricata come poche, tutta sovrapposta e dettagliatissima, e ogni dettaglio non è casuale e rileggere il prologo dopo averlo finito è una esperienza devastante.

Inio Asano è il mio idolo.

Uno dei miei manganka preferiti insieme a Mitsuru Adachi e Jiro Taniguchi.

fatevi del bene e perdio procuratevelo! 

roba così non si trova tutti i giorni!



mercoledì 1 aprile 2009

GYO

GYO è un manga, diviso in due volumi di Junji Ito, un "famoso" (aoh!) mangaka horror che avuto i suoi quindici minuti di gloria con l'ondata di J-Horror avvenuta con The Ring che ha portato su schermo il suo manga più famoso, Tomie (ri-aoh!).
Insomma, siamo di fronte a un altro titolo catalogabile come "ah nevà ma sta roba ndo cazzo la ricacci?" che queste sere mi allieta il tempo.
Se Girls era un fumetto quantomeno costruito su un contesto un po strambo ma decisamente solido questo Gyo è una delle cose più scellerate che ricordi di aver letto ultimamente.
Mi dicono dalla regia che il signor Ito sia stato perfino candidato al Will Eisner, che insomma mica gli stamo a di cotica, cosa che comunque non diresti MAI presentadoti davanti a Gyo e leggendo la quarta de copertina, riassumibile con:
"Ah na certa non se capisce tanto bene come ce stanno du ragazzini a fa na vacanza a tipo la Gaeta dei giapponesi quanno dar mare comiciano a usci i pesci cheeee zampe da ragno"
Si, fondamentalmente il manga si apre con una sorta di triglia panata manco tanto appetitosa che corre zompettando allegramente nella casa estiva rovinando non poco la vacanza del protagonista (vorrei vede se mentre uno prepara l'impeata di cozze te ritrovi i gamberetti del contorno che corrono pe la cucina zompando sul fornetto a microonde).
Se già la cosa appare li per li abbastanza folle ( e alquanto schifiltosa) in meno di dieci pagine si cade in una spirale di follia e orrore non esente da momenti di estrema lucidità narrativa ma soprattutto un sincero, autentico e frizzante gusto per lo schifido e l'orrorifico (parliamo sempre di un aspirante Eisner-winna, too ricordi signò?) che si 
può accomunare come senso di fastidio e dell'uso e disuso della al migliore Cronemberg.
In un crescendo di atrocità, mostruosità e aberrazioni (parliamo di due volumi da 20 capitoli, se già al terzo capitolo ti giochi la carta squalo bianco con le zampone ragnone che rincorre la gente per i corridoi, oltre ad essere epic win mi lasci presagire che hai in serbo faville per dopo!) supportate da una linea narrativa che sinceramente non si esalta per chissà quale trovate ne sensi dalla dubbia morale, ma funge da preteste per l'horror fest che corre sulle pagine (e non siamo neanche a livelli altissimi di splatter, si parla di schifildume a livello prettamente ideologico) con una trovata più folle e estraniante di quella prima (si comincia coi pesci che corrono ma non vi dico come si finisce) che accattiva il lettore dando quel piacevolissimo senso di "non ce sto a capi un cazzo de che sta a succede ma sto tizio sta fori come un partito de centro-sinistra alle primarie daaa Lega che vojo vede do cazzo vo anna a parà!"
Non è proprio un fumetto dee paura, nemmeno un horror da chissà quali pregni significati filosofici,fondamentalmente ce stanno gli squali che rincorenno la gente per la via prima di una rapidissima discesa in una sorta di inferno cronembOrghiano (bada che citazione!) fatto di gas, putrescenze e schifidume.
Te pare poco?

PS: menzione d'onore a due capitoli bonus a fine trama, slegati dalla frittura de pesce, ovvero due racconti su un uomo rimasto intrappolato sotto un pilastro di casa sua e un gruppo di "montagnoli" che trovano, sulla parete di una montagna scalata, dei "tunnel" bui a forma si sagoma di persona, a rendere tutto più inquietante il fatto che ogni sagoma è "perfettamente" levigata per ognuno di loro...

GIRLS


Non conoscevo i Luna Brothers, a quanto pare sono una realtà neanche tanto underground nel panorama americano che a quanto ho capito non ha mai conosciuto l'editoria italiana nonostante si leggano plausi a destra e manca.
Di certo non è quindi per fama degli autori (due fratelli giovanissimi) che mi sono avvicinato a sto Girls, che all'apparenza sembrava il solito fumetto trash horror-erotico uscito con la pesenta eredità degli anni80 sul groppone.
I was wrong .cit decisamente wrong, son bastati due tre numeri a capire che c'era qualcosa di piu sotto, e sono bastate due ore a leggere tutti e ventiquattro i numeri che concludono questa serie che tra serio e faceto, si dimostra come un survival horror scritto decisamente coi crismi del caso.
Le atmosfere che si respirano sono molto Lansdaliane, dalla mappa in prima pagina che viene puntalmente aggiornata con gli eventi a ogni numeri all'immancabile cliff-hanger finale si respira quella buona e sincera aria di horrorraccio americano anni80, di quelli corposi, edulcorati, di quelli che sapeva fare Carpenter o che si possono trovare nella Notte Al Drive-In.
C'è da dire che il primo impatto che si ha leggendo i primi numeri è alquanto straniante, non vi svelo i primi colpi di scena che danno via al tutto, mi limito a dirvi che c'è la solita città provincialotta americana invasa senza preavviso da delle fighe nude che uccidono solo le donne.
Si lo so, lì per lì vien da farsi due risate ma incredibilmente gli scrittori riescono ad affrontare la cosa con la giustissima dose di ironia ma non senza un sotto-testo grottesco, usando questo curioso spunto per rivalutare e rivisitare alcuni clichet horror in modo decisamente riuscito e gustoso (dalle barricate in casa, alle trappole, ai rapporti che si instaurano fra i sopravvissuti)
Insomma non sono ne zombie affamati ne essere dImoniaci ma (in apparenza!!??) delle gnocche strafighe che vogliono uccidere le donne e fottere gli uomini.
Aggiungiamoci altri due tre eventi decisamente significativi (che non vi spoilero) a dare all'opera un aria decisamente grottesca ma non per questa stupida o futile.
Detto ciò ci ritroviamo con un survival horror dagli ottimi dialoghi, dai buoni personaggi e dalle vicende assolutamente accattivanti e splatterose.
Scoperto quasi per caso è stata una piacevolissima sorpresa immergersi numero dopo numero in questo piccolo paese assalito da una quantomeno strana invasione capace di rappresentarsi per un horror decisamente riuscito, alternando scene drammatiche e ironiche con un taglio decisamente cinematografico e mai banale, dimostrando invece di saper sguazzare in una trama grottesca con decenza e intelligenza senza scadere ne in un becero carnaio da serie-B ne in un troppo serioso dramma esistenziale, insomma un film firmato Stuart Gordon ci starebbe da Dio.
Decisamente promossi, non leggetelo in treno o potrebbero prendervi per dei pervertiti, le copertine non mancano mai di mettere in bella mostra le discinte protagonista, e vorrei vedere, dovranno vendere pure loro.