lunedì 16 marzo 2009

T. [l'amore è ovunque]




Ma l’amore che cos’è?

The Sky Crawlers (Oshii Mamoru 2008)

The Sky Crawlers
Ultima fatica del regista nipponico Mamoru Oshii già famoso per quel Ghost in the Shell che, insieme all'Akira di Katsuiro Otomo, scosse le fondamenta della fantascienza animata e non solo, Sky Crawlers è l'adattamento dell’omonima novel di Hiroshi Mori il quale ha dato il suo assenso al progetto solo dopo essere venuto a conoscenza del coinvolgimento di Oshii.La storia è ambientata in una sorta di dopoguerra immaginario in cui l’uomo ha superato ogni tipo di conflitto e la guerra sopravvive come un evento drammaticamente ludico, per ricordare agli uomini cosa sia in realtà la pace.
Protagonisti sono i kildren, frutto di esprimenti genetici che li hanno relegati in una eterna fanciullezza, resi immortali solo per poter morire in battaglia.I momenti più impressionanti dal punto di vista grafico sono infatti le stupende battaglie aeree, che in 1080p sono davvero da mascella slogata, realizzati in un’ottima computer grafica, e animati da Dio, non assistiamo però a quegli affascinati contrasti fra 2d e 3d che avevano caratterizzato ghost in the shell innocence.
Non fatevi però ingannare, questo non è per niente un anime d’azione e le batteglie sono soltanto un contorno, quasi un orpello per quanto spettacolare, la parte del leone dal punto di vista narrativo, sono le sequenze a terra, qui il 2d la fa da padrone, gli sfondi sono essenziali, forse un po’ spogli così come il chara (affidato a Tetsuya Nishio) molto essenziale, tale scelta non è però dettata da una mancanza di cura ma è una sceltà ben precisa tesa a rendere i killdren simili quasi a bambole, o pupazzi.Ciò su cui il film focalizza la sua attenzione sono i rapporti che intercorrono fra i killdren in particolare Yūichi Kannami e Suito Kusanagi (quest’ultima doppiata da Rinko Kukuchi attrice giapponese candidata all’Oscar per il film Babel di Alejandro González Iñárritu), Kannami è un pilota appena giunto alla base dei killdren di cui la bella Kusanagi è comandante, per prendere il posto di un pilota recentemente perito, pare, per mano del comandante stesso, qui viene iniziato dal suo compagno di stanza Tokino alla vita di caserma e non solo, fra bevute e incontri con donnine allegre (neanche tanto :look:), consapevoli che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.
I killdren sono bambini, ma hanno gli atteggiamenti e i bisogni di adulti, e come tali si interrogano sul significato della loro esistenza, sul perchè del loro quotidiano purgatorio, e sulla loro misteriosa origine, fra un futuro incerto e un passato quanto mai fumoso.Oshii abbandona qui la verbosità e il citazionismo di ghost in the shell innocence, il cane però naturalmente lo lascia (:fag:) .
Ora passiamo al commento schietto, che mi sono rotto di cercare di scrivere forbito, stò film è una figata, non è ai livelli di quel capolavoro di Jin-Rho (vedetevelo, non andare in giro a riempirvi la bocca di anime qui anime là se non lo avete visto) ne dei due ghost in the shell, ma è davvero un buon film,  i killdren sono vivi e reali, le loro vicende appassionanti e inquetanti :abbiamo sti criaturi che bevono fumano e vanno a puttane, che cercano di andare avanti nonostante tutto, che amano e si ammazzano fra di loro per una guerra senza alcun senso, che fanno finta di non sapere quale sia la loro origine ma che nel profondo sannò chi sono, cosa sono ma soprattutto chi erano e nonostante tutto vanno avanti, all’infinito. Ah già le musiche sono del solito Kenji Kawaii che diciamocelo, c’ha rotto il cazzo con sti cori di vocine strozzate.

Conan - Nato sul Campo di Battaglia

Conan è probabilmente il personaggio più famoso della letteratura fantastica americana. Nato negli anni '30 dalla penna di Robert Ervin Howard, questo gigante alto due metri ha mosso i suoi primi passi, editorialmente parlando, sulla rivista pulp Weird Fantasy, ma in questi settant'anni si è divertito ad andare a puttane, ubriacarsi e mozzare teste a mostri e cattivoni un po' in tutti i media, dal cinema alla televisione, dai videogame ai fumetti.
E' proprio coi fumetti che il cimmero più amato del mondo si è fatto conoscere al grande pubblico, soprattutto in America, ed è diventato una vera e propria icona: Savage Sword of Conan (Marvel Comics), scritta da Roy Thomas e disegnata da Barry-Windsor Smith prima e da John Buscema ed Alfredo Alcala poi, è una delle serie più amate degli anni '70 e resta ancora oggi un punto di riferimento per il fumetto fantasy.

cover di The Savage Sword of Conan #1
 di Boris Valleyo

La serie è andata avanti per circa 25 anni, fino alla metà degli anni '90, poi Conan è scomparso dalle fumetterie fino al 2003 quando un nuovo editore, Dark Horse, ha ricominciato a pubblicarne le storie rebootando il personaggio e mettendo le sue sorti in mano allo scrittore Kurt Busiek e al disegnatore Cary Nord, che per chi scrive è uno dei più grandi artisti attualmente all'opera nel mercato dei comics


qualche tavola di cary nord, per quelli di voi troppo pigri per googlare cary nord conan

Tutto questo noioso e inutile preambolo serve a introdurre il commento sulla mia ultima lettura, il cosidetto volume 0 della serie Dark Horse, cioé Conan - Nato sul Campo di Battaglia, scritto sempre da Kurt Busiek e disegnato da Greg Ruth. Il fumetto in questione è uscito da qualche settimana nel bel paese per Panini Comics, in volume 100% Cult Comics. Solite 144 pagine di nuvolette parlanti ai, purtroppo, ormai soliti 13€. Se siete dei fedelissimi delle edizioni originali probabilmente non avrete bisogno che ve lo dica io, ma su The Book Depository trovate il trade paperback a 11.56£ e l'hardcover a 16.27£


qui sopra le cover dell'edizione ammeregana e di quella italiana

In Conan - Born on the Battlefield Busiek va ad esplorare un periodo della vita di Conan che non era stato toccato nemmeno da Howard, cioé il lasso di tempo che va dalla sua nascita all'assedio della città di Venarium, quando dovrebbe avere all'incirca 15-16 anni.  
Busiek ha probabilmente detto tutto quello che aveva da dire coi supereroi già parecchi anni fa, con lavori come Astro City e Thunderbolts, mentre le sue ultime fatiche alla DC (come Superman e Trinity) sono soltanto robetta che si lascia leggere a tempo perso. Ma è probabilmente solo la sua vena "supereroistica" ad essersi esaurita perché con Conan si è trovato subito a suo agio, riuscendo a tirare su trame epiche e assolutamente in linea con lo spirito del presonaggio: è soprattutto merito suo se il rilancio del barbaro è riuscito così bene.
detto questo però, devo dire che C:BotB a livello di sceneggiatura è un po' sotto la media della serie. Kurt non è riuscito ad uscire dal cliché del predestinato, Conan tutto può ed a Conan tutto è concesso solo perché "E' Conan!". Un approccio un po' meno banale sarebbe stato gradito.
Comunque, vaffanculo la storia. il piatto forte del volume qua sono i disegni. 

GREG RUTH E' UN FOTTUTO PADRETERNO! 

Signori quest'uomo qua con matite e pennelli m'ha fatto sbavare più del sogno dell'altra notte in cui Jessica Biel aveva la testa in mezzo alle gambe di Scarlett Johansson. Tratto perfetto, palette cromatica azzeccatissima, buono storytelling e costruzione della tavola magistrale. Ovviamente per avere questo risultato non si può imporre la mensilità al disegnatore, e infatti la storia è stata pubblicata sui numeri 8 15 23 32 45 e 46 della serie, tra un arco narrativo "regolare" e l'altro, in modo da dare un po' di respiro anche al regular artist Cary Nord.

Sul sito della Dark Horse sono a disposizione dei visitatori 5 pagine di preview

Usando un sistema di valutazione "alberghiero" questo volume si beccherebbe 4 stelle, 3 per la storia e 5 per i disegni. Prendetelo e rifatevi gli occhi.

domenica 15 marzo 2009

Lanny Barbie - Nameless Scene 4

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Amoseours - Amosoeurs [2009]




Francesi, buoni solo a cucinare uova e scrivere libri tristi e comodinosi!?
Ma anche no! .cit, a dimostrare che del buono viene anche dal panorama undeground dei leccatopastri ci avevano già pensato i Sonic Area con uno splendido esordio nel 2007 tirando fuori dal cilindro un album di difficile catalogazione, costruito su miriadi di influenze che suonava dannatamente bene.
Non siamo sui quei livelli di sorpresa ma st'esordio degli Amoseours merita comunque un orecchio, fondalmentalmente siamo a metà strada fra l'unione di vari generi.
All'orecchio allenato (quindi molto snob)  saltano subito in prima vista sonorità che si rifanno pesantemente a un dark-punk/indie-post rock con spruzzate di shogaeze e ambient qua e la a rendere il tutto più colorito.
I mood sono quelli che ci si aspetta dalla copertina, riff malinconici e apatici si accompagnano a una voce femminile di chiara impronta SonicYouthiana (non è vero ma è sempre molto snob citare i Sonic Youth)
Non lo candido come album dell'anno ma per l'ascoltatore onnivoro ogni cd è una buona occasione di ascoltare qualcosa di nuovo.