lunedì 30 marzo 2009

Punisher: WarZone


Partiamo da una considerazione molto semplice, quando fai un film tratto da un fumetto la scelta dell'attore principale ha una valenza sulla riuscita del film pari almeno al 60%
Stavolta è andata bene, perchè Ray Stevenson E' Frank Castle tanto quanto Robert Downey Jr è Tony Stark.
Scordatevi il belloccio del precedente film che sapeva a malapena reggere in mano un M16 senza apparire goffo e ridicolo.
Questo è il punitore come ogni buon fan dei fumetti di Ennis lo conosce, grosso come un armadio Ikea, incazzato come quando non riesci a montare un armadio Ikea, e letale come un armadio Ikea montato male perchè stavi incazzato.
Chi ha letto almeno uno o due delle saghe che hanno rilanciato la figura di Castle nel mondo dei fumetti (sempre gloria a Garth Ennis) ritroverà nella pellicola di Alexander quella sottile linea ironica e esagitata che da a tutto un aria grottesca, in una New York fumettosa a tinte gialle verdi e viola (il direttore della fotografia di questo film deve essere un gran burlone, o semplicemente un incompetente di quelli storici) che si alterna fra mafiosi schizzati, mafiosi idioti e poliziotti un po mafiosi c'è il Punitore, dipinto per quello che è,ovvero non un mafioso, ne un idiota ne un poliziotto, ma una pazzo brutale psicopatico con il giusto armamentario al fianco.
I personaggi ci sono tutti, da Micro a Soap, ritratti con le giuste divergenze dalle tavole disegnate da Dillon, ma quello che c'è e alla fine dei giochi, tralansciando una sceneggiatura buona che poteva osare qualcosa in piu e dei villain non proprio azzeccatissimi (McNulty!!????) è la brutalità e la rozzeria delle scene di azione.
Scordatevi i ralenty patinati o esibizioni di balletti coreografici, la cosa che meglio viene ripresa è la violenza (che tocca vertici di splatter-ironia non indifferente) assolutamente 80's e quasi gratuita degli scontri a fuoco, feroci, rapidi e sanguinolenti in perfetto stile Castle.
Insieme al nuovo Hulk e Iron Man la Marvel Studios indipendente riesce a tirare fuori un buon atcion movie, un po troppo figlio del genere in alcuni punti ma che omaggia in modo più che rispettoso il personaggio.
Se vi piace il Punitore vedeteleo, se vi piacciono i film d'azioni violenti vedetelo, in entrambi i casi sa appagare.

1#


L'anzianità è una condizione reale dell'evoluzione umana e non solo. 


 



sabato 28 marzo 2009

Battlestar Galactica



NEVADE: 
Vediamo di capirci, questa non è una recensione, ne un commento, non è una preview della trama e ne altro.
No, questo è un elogio.
Un elogio a un uomo in particolare, mentre dietro cui si cela il tutto ( Ronald D. Moore) e tutte le persone che hanno lavorato in sinergia per dare vita a questo.
Quando ti imbatti in un serial, capace fin dalla prima mezz'ora di farti appassionare, emozionare e affezionare a tutti i suoi personaggi (quasi tutti :gaiusbaltar: )  e di saper reggere tutta la baracca per quattro stagioni, non solo non perdendo praticamente quasi mai un colpo su tutta la linea narrativa, ma con la capacità di saper tenere viva l'attenzione di puntata in puntata in un escalation di qualità come rarissime volte si vedono in questi prodotti in cui puoi dire che "Cazzo la quarta stagione era addirittura migliore della prima".
Quando trovi personaggi caratterizzati divinamente, inquadrati in un macro cosmo sociale in continua evoluzione capace di variare, reinventarsi e soprattutto maturare i comportamenti dei suddetti in modo assolutamente splendido, emozionante e tremendamente realistico ( e adesso capisco il paragone con the Wire da dove esce fuori) senza MAI, e ripeto MAI tralasciare che la trama si sovrapponga al personaggio (Lost avrebbe molto molto da imparare da questo).
Quando semplicemente ti bastano due episodi per capire che il tema della sigla già da solo è capace di farte venire i brividi, quando ti ritrovi davanti a un finale come quello della terza stagione che meriterebbe un plauso senza fine al montaggio audio-video, quando ti ritrovi Orsetto Mcreary al massimo della forma che tira fuori una colonna sonora che volente o nolente finirà almeno per due tre pezzi a ossesisonarvi per un bel po.
Quando trovi un serial si sci-fi scritto veramente da dio, quando trovi un opera tutto fuorchè buonista, che affronta temi piu o meno delicati con realismo e crudezza senza cedere ne a facili moralismi ne tanto meno a giochetti blandi per soverchiare gli eventi.
Quando trovi degli attori capaci di dare vita a personaggi vivi, che respirano, soffrono, ridono, affrontano scelte sempre più difficili e situazioni sempre più drammatiche.
Perchè possiamo parlare delle battaglie spaziali girate benissimo, della trama che rimanda quasi a un classicismo lirico, a una fotografia smarmellata che ahimè troppe volte non rende giustizia all'ottima regia.
Ma scremando il tutto quello che pulsa, che rimane il cuore di BSG sono i personaggi, e non potrete arrivare all'ultima puntata e pensare "Cristo, ho l'impressione che queste persone mi mancheranno" come se stesse salutando per sempre un caro amico stato per un lungo viaggio vicino a voi.
Beh signori non so voi, ma io ho solo una parola per descrivere il tutto:
Capolavoro.

"Starbuck, what do you hear? 
"Nothin' but the rain sir"
"Then grab your gun and bring the cat in"

RAGNAROKKER: 

E’ finito. Non voglio fare tanto una recensione, anzi non la voglio fare per niente

Dico solo che la forza di BSG sta nei vari personaggi che l’hanno animata, vivi davvero, m’hanno fatto compagnia per 3 mesi e adesso mi viene il magone a pensare di lasciarli.

Un saluto a quella gran fregna di Tricia Helfer. Grazie di tutto.

Ciao a Romoletto e alla sua squisita causticità.

Un saluto a quello stronzo presuntuoso di Gaius Baltar, alla fine mi è riuscito simpatico pure lui.

Un Saluto ad Adama Jr, la coscienza di tutti.

Ciao a Kara, la più dura e la più fragile.

Un saluto a Saul Tigh. Niente smancerie con lui, siamo veri uomini.

Ciao a Sam Anderson, alla fine hai avuto il tuo lancio perfetto.

Un saluto alla Presidenta Roslin, che ha messo sul piatto tutto quello che aveva per trovare un posto dove tirare su la sua capanna.

Ciao a Helo e alla sua determinazione.

Un saluto a Chief Tyrol. Mi ricorda mio papà, è il complimento più bello che gli possa fare.

Un salutio a Gaeta, a Cally, al Doc, ad Athena, a Zarek, a Dualla, i numeri 1-2-3-4-5-6-ecc ecc… a tutta la banda insomma, grazie per la compagina.

E un saluto all’ Old Man, a Bill Adama. L’anima di tutta la serie, il carisma fatto uomo. Fosse una persona reale probabilmente lo odierei pure un pochetto, ma quanto lo rispetterei.

Battlestar Galactica, sotto la maschera delle battaglie spaziali tra uomini e robot ha parlato di tolleranza, del confronto col diverso, del peccato, di come scendere a patti con gli altri ma soprattutto con se stessi e i propri demoni interiori. Di colpe e di espiazione. Del sottile e precario equilibrio tra ordine e libertà.

Ha parlato di politica, di filosofia, di sociologia, di religione.

E pensare che l’ho iniziato a guardare perché volevo vedé e battaglie spaziali.

E voi che frack state aspettando?

Spider-Man Noir



Alla dc li chiamano elseworld, alla marvel li chiamano What if, ma in sostanza sono più o meno la stessa cosa: storie che esplorano cosa succederebbe a personaggi classici una volta inseriti in contesti non classici. Per dire, 1602 è un elseworld con i personaggi classici del Marvel Universe ambientato nel XVII secolo, oppure il mese prossimo planeta pubblicherà Superman: Red Son, un what if che racconta cosa sarebbe successo se la navetta del piccolo Kal-el, invece di precipitare a Smallville, fosse caduta nella Russia comunista. A volte queste idee restano chiuse in storie da 22 pagine, altre volte danno il via ad interi universi narrativi.

Alla marvel c'hanno avuto una bella idea. Proviamo  a calare i nostri personaggi nel contesto della New York della Depressione, in atmosfere Chandleriane e Hammettiane. Dopotutto se mai c'è stato un periodo in cui si è sentito il bisogno di vigilantes è stato proprio quello, no? Tra politici corrotti, polizia e sindacati sotto il controllo della mafia, fame e povertà, ci sarebbe voluto qualcuno con una bella maschera in faccia a fare un po' di pulizia a suon di cazzotti. E allora, come sarebbero gli X-Men in questo contesto? E l'uomo Ragno? e Devil? Da qui è partito l'esperimento (per quel che ho letto finora abbastanza riuscito) Marvel Noir.
Per aprire i battenti di questo nuovo universo sono state lanciate tre miniserie di 4 numeri, appunto Spider-Man Noir, X-Men Noir e Daredevil Noir.
Letta ieri la prima, la seconda c'ho i primi tre ma il 4 sta facendo fatica ad arrivare ed aspetterò di averla tutta, la terza debutterà a breve in USA.

Spider-man Noir, scritto da David Hine e disegnato da Carmine di Giandomenico, si apre con il classico omicidio, J. Jonah Jameson colpito a morte da un'arma da fuoco seduto dietro la scrivania, l'Uomo Ragno (per l'occasione in un costume full-black dal design veramente azzeccato, che vedete pure in copertina) con una pistola in mano che dice agli agenti che hanno appena fatto irruzione "Non è come sembra!"  e salta via dalla finestra scansando proiettili. Finita sta paginetta via di flashback (nemmeno tanto flashback visto che dura due numeri e mezzo... diciamo allora che finisce il flash-forward asd) e via a presentare il contesto e i personaggi principali: New York è in mano a Norman Osborn, detto il Goblin, boss della mala che tiene in pugno la città con l'aiuto dei suoi scagnozzi Kraven, addestratore di bestie, e l'Avvoltoio, un freak cannibale che è stato chiuso per anni in una gabbia di un circo. 
Dall'altro lato della barricata c'è May Parker, agitatrice sociale che fa di tutto per muovere le coscienze del popolo, e suo nipote Peter.
Nel mezzo, Ben Urich, il reporter del Daily Bugle. L'uomo che se solo volesse potrebbe cambiare tutto, ma forse ha troppo da perdere. O non vuole perdere quel poco che ha.

Il difetto maggiore che ritrovo in opere del genere è quello di non riuscire a spingere a fondo sulla reinterpretazione, di solito i personaggi in queste storie fanno esattamente le stesse cose che farebbero nell'universo classico. Si, insomma, cambia il contorno ma la portata è sempre quella. In questo caso invece Hine è stato bravo a tenere alcuni tratti distintivi dei personaggi ma poi a trascurarne altri che con il contesto non si sarebbero sposati bene. esempio? l'uomo ragno non fa una battuta per tutto il fumetto. Peter Parker è solito intrattenere i suoi nemici, tra un cazzotto e l'altro, con qualche battuta e qualche sfottò. qui niente, giustamente, ed il ritratto di eroe tragico spinto da rimorso e vendetta tratteggiato da David Hine è perfetto così.  In generale lo scrittore ha fatto un ottimo lavoro con tutti i personaggi, soprattutto con Ben Urich, che già di suo è un personaggio molto da noir ma che qua è gestito davvero bene, con i suoi punti di forza e le sue debolezze, e con l'Avvoltoio.
Si, l'Avvoltoio, the Vulture. 
Ce lo avete presente, no? uno dei nemici più ridicoli della vasta gamma di nemici ridicoli dell'uomo ragno, un vecchio di 70 anni che nel marvel universe classico va in giro in tutina verde con ali annesse a rompere il cazzo per i cieli di New York. 
Qua diventa una specie di Max Schreck, segnato nel corpo ma soprattutto nella mente, terribile.
Se sei capace di trasformare l'Avvoltoio in un personaggio interessate vuol dire che il tuo lavoro lo sai fare.

La storia fila via bella ritmata e pure interessante, ricca dei classici cliché da Noir (il bar clandestino, l'informatore, ecc ecc) con qualche colpo di coda che non ti aspetti fino al finale. Forse la parte più debole di tutto, si fossero spinti un pochino oltre sarebbe stata una storia perfetta. tutto sommato comunque non c'è male.
I disegni di Di Giandomenico sono molto ma molto buoni, impeccabili, l'unica riserva sulla parte grafica ce l'ho sul colore, un po' tutto troppo rosso per i miei gusti. - rosso + blu avrebbe reso il tutto... più Noir asd

In sostanza, davvero una bella sorpresa questo Spider-Man Noir. Non me l'aspettavo, di solito ste "ricollocazioni temporali" mi scocciano e mi fanno spesso pure un po' incazzare, ma questo fumetto m'ha preso dall'inizio alla fine e non son riuscito a staccarmi dal monitor prima di averlo finito. Se solo in quel finale Peter...
A sto punto non vedo l'ora di avere tra le mani l'ultimo numero di X-Men Noir per spararmi pure quello.

venerdì 27 marzo 2009

If These Trees Could Talk - Above the Earth, Below The Sky [2009]



Una delle cose belle dell'internet, oltre la pornografia, è stata la possibilità di dare luce e visibilità a miliardi di gruppi di tutto il mondo che riempono in modo quasi spaventoso il panorama underground della musica mondiale, nomi e note che grazie al web hanno potuto far girare le proprie opere in barba a ogni etichetta e produttore (Sony prendi questo!)
Uno dei generi che spopolano di più nei vari myspace, mywebz, myblogz e mygodz e che rappresenta un vero e proprio macroscopio su un panorama generale a livello mondiale è quello che viene definito (come sempre non si sa da chi) Post Rock.

Parliamoci chiaro, sta roba qua non ha niente a che vedere col "ROCK" come lo intendete voi, quindi se state già cliccando il my space sperando di trovare dei Led Zeppelin piu giovini e carini potete anche andare a fare in culo.
Sinceramente mi chiedo anche io da cosa derivi l'espressione "rock postumo" poichè del rock il genere riprende a malapena la triade strumentale (come a dire che il vostro forno è un lontano parente della vostra automobile poichè entrambi hanno lamiere perforate) e giusto quella, questo per dire anche un gran "sticazzi ma insomma che minchia è sto coso?"

Il Post-Rock è composto da pezzi generalmente complessi, longevi (si passa dai 2:00 ai 25:00 come se niente fosse) dalla linea ritmica per lo più non lineare e una struttura in crescendo che sfiori passa da arpeggi ritmati a vere sferzagliate shogaeze con innesti ambientali di suoni e effetti.
E la voce?? se c'è il rock allora c'è la voce!?
No, col cazzo, una delle poche cose che, statene certi, non troverete in un album taggato post-rock è la linea vocale (tranne qualche rarissimo caso).
Il commento che ricevo di solito a questo punto dell'affare eh "Ammazza 20 minuti di pririririri di chitarre senza voce?? sai che rottura di coglioni".
A quel punto mi limito a tirare fuori la mia tazza di caffè portatile dalla borsa, riempirla del primo liquido disponibile, prendere il primo pezzo di carta che mi capita in mano e mi mare la famosa gif condendo il tutto con un sonoro e snobboso "Bof".
Perchè da un lato è vero, non è dei generi più digeribile, non è manco tanto dal "mi sento un pezzo e via", la corposità che un album tale può incontrare deriva da quell'impatto emotivo tipico di gruppi forse piu mainstream come Radiohead o Bjork.
Non sono album facili, se vogliamo non sono manco album per tutti, parlo in generale e non di album singoli perchè il difetto del genere, nonostante la varietà ritmica o la scelta di orientare il suono a un approccio più ambient o più "punk" se mi passate il tempo finisce col far sembrare all'orecchio dell'ascoltatore casual il tutto abbastanza omolagoto e simile.
Questo per introdurre il nuovo lavori degli If These bla bla (dimenticavo, altra regola ferra di un pezzo post-rock è che il titolo del gruppo-pezzo-album deve essere una frase possibilmente lunga piu di 56 caratteri con tanti aggettivi e il senso pari a rutto di Joyce completamente ubriaco) gruppo che, tra il panorama come dicevo "omologato" mi ha colpito di più insieme agli And I Watch Your From Afar e gli italianissimi Manetti (Grandissimi, dateci un orecchio) e che torna con una nuova opera che è esattamente come ci si aspetta che sia, malinconica, sofferente, disillusa, pezzo più brevi e concisi che nel perfetto stile passano da litanie malinconici a colpi di violento drumming e riffing che hanno il sapore dei ricordi più dolorosi che risorgono dalla memoria.
Il Post-Rock è come la vagina, se non la provate non sapete se vi può piacere, fino ad allora potete avere la curiosità di sapere comè, ma è solo dopo averle dato un colpo che capite se fa per voi.
Altrimenti, come si suol dire, potete sempre attaccarvi al cazzo.

lunedì 23 marzo 2009

Supereroi: Le grandi Saghe. My Two Cents.

Oggi è uscito il primo numero di questa collana di allegati a Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Nei giorni scorsi è uscita sul giornale la lista di tutte e 30 le uscite previste. che roba è? è bello? è robba bbuona? questo lo compro? questo lo salto?
ecco allora una miniguida alla collana, per quello che ho letto. 

1) Civil War
Parte bene , i primi 2-3 numeri sono davvero interessanti, poi si affloscia nel finale nel solito cliché dell'orgia di mazzate tra suppahero. anche i disegni vanno calando, molto belli all'inizio, tirati via sul finale.

2) Capitan America - La Morte di Cap
i numeri della serie di cap seguenmti alla sua morte. belli belli belli, anche se però c'è da dire che la serie ha un suo divenire, va a finire che vi verrà voglia di leggere quello che viene dopo

3) Spider-Man - Back in Black
fondamentalmente merda sciacquera. se magari mettono l'annua di Sensational Spider-man quello è molto bello però, una delle migliori storie del ragno del passato recente.

4) Spider-Man - Soltano un Altro Giorno
Saga che ha scatenato un putiferio tra i fanboy del ragno, "Zomg! m'hanno cancellato la caccia di Kraven! AAAAAAAHHHH!!!! Moriremo tutti!!!!". Alla fine è una miniserie molto ben scritta per 3/4, si perde nel finale per delle caratterizzazioni fuori dal personaggio. ottimi i disegni. 
A corredo ci dovrebbero essere pure i primi numeri del nuovo corso della serie, il Brand New Day. godibili ma nulla più

5) Guerra Segreta
Storia caciarona, confusa e bruttarella. Probabilmente la roba peggiore scritta da Bendis alla marvel... No spé, forse qualche numero di Mighty Avengers era addirittura peggio... Disegni dallo stile fotorealistico di Dell'Otto. se vi piace il genere vi piaceranno pure questi.

6) Wolverine - Nemico Pubblico
Questo non l'ho letto. Wolverine viene tipo manipolato mentalmente dall'Hydra e diventa il nemico pubblico #1 per la comunità supereroica. testi di Millar, disegni di John Romita Junior. forse lo recupero a sto giro, ma forse anche no.

7) I Potenti Vendicatori
I primi numeri della serie omonima, Mighty Avengers, dedicata al team di vendicatori ufficiali post-iniziativa. Un Ultron fregnona torna sulla terra per fargli il culo. se ne legge peste e corna in giro ma c'è molto di peggio, storiella di Bendis e disegni di Cho, che disegna i culi e le tette come pochi.

8 ) Devil - Diavolo Custode
Kevin Smith scrive una storia in cui un bambino, presunto nuovo gesù cristo, viene affidato a Matt Murdoch da una ragazzina in fuga. ma non tutto è come appare. belli i disegni di quesada

9) World War Hulk
Non l'ho letto. mi so rifiutato di comprare una storia in cui non c'è nient'altro che Hulk che apre il culo al mondo intero.

10) Gli Incredibili X-Men
ci dovrebbero essere qua i primi numeri di Astonishing X-Men di Whedon e Cassaday. Non l'ho letto, come quasi tutto quello che esce con una X sopra, però sta serie ha vinto un Eisner e magari a sto giro sto volume lo prendo.

11) Iron Man - Extremis
Una delle migliori miniserie marvel del recente passato, scritta da un Warren Ellis in formissima che alterna una rilettura delle origini di Iron Man ad un'altra avventura ambientata nel presente, dove deve vedersela con un virus tecnorganico (extremis, appunto).

12) Gli Eterni
Rilancio dei personaggi Kirbyani per mano di Neil Gaiman. bella storia, niente di trascendentale ma bella storia. inzozzata però dai disegni di Romita jr che, non è che abbia fatto peggio del solito, ma ha uno stile che non c'azzecca una mazza col tono della mini.

13) I Fantastici Quattro
Miniserie Marvel Knights di Aguirre-Sacasa e McNiven. Mai letta, non so manco di che parla.

14) La Guerra Kree-Skrull
uno dei momenti chiave della storia dei vendicatori e dell'universo marvel in generale.

15) Guerre Segrete
un altro famoso momento dell'universo marvel. L'arcano convoca su un paineta alieno tutti i più forti eroi e villain del MU per vederli riempirsi di mazzate. la miniserie è ormai famosa più che altro per l'introduzione del costume nero dell'Uomo Ragno, che poi diventerà venom. di Shooter e Zeck

16) Thor - Il Ritorno del Dio del Tuono
i primi numeri della nuova serie di Thor, scritta da uno Straczynski dai toni gaimaniani e disegnata dal sempre ottimo coipel. magari c'è anche spazio per mettere i due numeri disegnati da Djurdjevic, eccezzionali.
una delle migliori proposte della collana

17) 70 anni di Marvel
Boh. 
presumo antologico con qualche momento-cardine della storia del Marvel Universe, oppure una collection di #1

18 ) I Vendicatori contro i Difensori
Miniserie degli anni '70 col famoso scontro tra i 2 supergruppi. il tempo non è stato generoso con questa storia, gli anni che ha si sentono. Dovete avere un po' il gusto allenato al vecchiume, sennò vi scartavetrerà i coglioni

19) Marvel Zombies
Una divertentissima cazzata, di Kirkman e Sean Phillips.

20) Capitan Marvel – La Morte di Capitan Marvel
Una delle storie più celebrate della Marvel, secondo alcuni la più bella storia mai pubblicata dalla casa delle idee, in cui uno degli esseri più potenti dell'universo deve piegarsi alla malattia. l'ultima edizione è andata in commercio nel 90, mai letta, la piglio a sto giro.

21) Capitan America - L'avversario
Mai letto e non so nemmeno di che parla, sorry.

22) 1602
"Cosa sarebbe successo se gli eroi, invece di saltare tutti fuori nel 20° secolo, l'avessero fatto un 350 anni prima?" Robetta godibile ma nulla più, lo sfizio sta più che altro nel vedere tutte le versioni rivedute e corrette degli eroi marvel. testi di Gaiman e disegni dei fratelli kubert

23) Silver Surfer: Requiem
Miniserie pittorica scritta da Strac e disegnata da Ribic. niente male davvero.

24) Devil - La Saga di Elektra
Immagino ci sia la Elektra Saga, dove Miller riprende tutte le comparsate del personaggio di Daredevil e, un po' modificando qualche tavola, un po' disegnandone qualcun'altra ex novo, le trasforma in un unoca storia. in tutto fanno però 96 pagine, probabilmente ci butteranno entro anche qualcos'altro

25) X-Men - Messiah Complex
il più recente crossover mutante. mai letto, mi pare di ricordare che dovrebbe parlare delle conseguenze di House of M e del fatto che non nascono più mutanti.

26) Punisher – Barracuda
Perché? No, veramente, perché? Perché con tutti i gioielli del punitore MAX sono andati a prendere la più insipida delle storie?
comunque, Castle va a Miami e trova ad aspettarlo pronto per fargli la festa il barracuda.
na cazzata divertente, c'avessero messo Gli Schiavisti o Vedove Nere o qualche altra cosa sarebbe stato molto meglio.

27) I Fantastici Quattro (di Lee e Kirby)
o i primi numeri o una selezione dal primo centinaio di numeri della serie, scritti da Lee e disegnati dal Re Jack Kirby.
Probabilmente è la serie supereroica più importante di sempre, però è roba di 50 anni fa. E' come lo scotch, dovete avere un po' la bocca allenata per gustarvelo davvero

28 ) Iron Man - Il Demone nella Bottiglia
La famosa saga dell'alcolismo di Stark, che dovrebbe essere ripresa anche nel prossimo film. non l'ho letta, la piglio a sto giro

29) Ultimates
una delle serie supereroiche più importanti del decennio.

30) Marvel Horror

immagino una collection delle storie horror anni '70 della Marvel, tipo Tomb of Dracula o Werewolf by night. se c'ho 10€ e non so che farmene lo piglio 

sabato 21 marzo 2009

Morrison al lavoro suo Watchmen

Una cosa che forse non tutti sanno di Watchmen è che i protagonisti non sono esattamente tutta farina del sacco di Alan Moore. Lo scrittore stesso ha infatti più volte dichiarato di essersi pesantemente ispirato ad una serie di personaggi della Charlton Comics, casa editrice che aveva chiuso qualche anno prima.
Così Rorshack era ispirato a The Question, il Dr. Manhattan a Capitain Atom, il Comico a Peacemaker, Silk Spectre a Nightshade (e Phantom Lady, un personaggio della Quality), Ozymandias a Peter Cannon - Thunderbolt, mentre Nite Owl è un incrocio tra Blue Beetle e Batman.
Bene, anni addietro la DC ha rilevato la defunta casa editrice ed ha acquisito i diritti su tutti i suoi personaggi. Un paio di anni fa invece, in seguito agli eventi del settimanale 52, li hainseriti nel multiverso DC: adesso abitano felici e contenti su Earth Four.
Che ce ne fotte di tutto ciò, direte voi? Niente, se non fosse che stamattina, in un intervista a Grant Morrison sul ritorno della sua serie vertigo Seaguy, parlando dei suoi altri progetti si lascia scappare questa bomba:

Are you working on anything else right now for Vertigo or DC?

I’ve got the Bruce Wayne stuff that I obviously want to get on to. I have to deal with what happened to Bruce because that won’t necessarily be in the “Batman & Robin” book. Although there will be some elements of that. I’m going to do that and there’s a Multiverse book that I’m working on. It will probably take forever because the book is quite difficult to write. I’ve been spending a lot of time on it. I’ve just been doing an Earth Four book, which is the Charlton characters but I’ve decided to write it like “Watchmen.” [laughs] So it’s written backwards and sideways and filled with all kinds of symbolism and because of that it’s taking quite a long time to write. So there will be a Multiverse series coming out but that will be in 2010 or the middle of 2010. And apart from that I’m doing a bunch of work here in Hollywood. That’s why I’ve dialed back the comics a little bit.

AAAAAAAAAAAAAARGH! QUANDO ARRIVA IL 2010????!?