domenica 17 maggio 2009
Byōsoku 5 Centimeter
venerdì 15 maggio 2009
Plants vs Zombies
Sono abbastanza affezionato agli scacciapensieri, recente retaggio del mio periodo 56k, giochini da giocare per 5-10 minuti, giusto il tempo di scaricare un misero megabyte dal sito di qualche professore. Anche adesso che la forza dell’adsl è potente in me e che nel tempo in cui scaricavo quel miserrimo file adesso potrei scaricare Bioshock (non ho detto che lo faccio! O che lo sto facendo adesso, per esempio! Ho detto che POTREI farlo, ma non lo faccio. Sono un cittadino onesto io) mi diverto ancora con questi giochino semplici e veloci.
L’ultimo provato in ordine di tempo si chiama Plants vs. Zombies, sviluppato da PopCap games, ed è fottutamente divertente.
PvZ appartiene al genere tower defense, quei giochino in cui il giocatore deve difendere una postazione da orde di nemici piazzando torrette sparaproiettili per la mappa. Bene, in questo caso la postazione è casa nostra, la mappa è il nostro prato, l’orda di nemici è formata da zombie magnacervello e le torrette sono… piante! Si, dovremo difendere casa nostra dagli zombie piantando nel giardino piantine sparasemi!
Il vivaio di piante-torrette che avremo a disposizione, sebbene all’inizio sia davvero modesto, col progredire del gioco conterà una 50ina di vegetali, tutti con le proprie peculiarità: si passa dalla semplice sparasemi alla patata-mina anti zombie che esplode non appena un morto vivente ci mette un piede sopra, dalla classica pianta carnivora che ingoia in un sol morso il primo zombie che le si avvicina (ma che poi sarà vulnerabile fino al termine della “digestione”) alla ciliegia esplosiva, dalle catapulte lanciacocomeri ai girasoli, fondamentali per aumentare la propria scorta di punti-sole, la moneta con cui possiamo piantare altre piantine. Il parco zombie è altrettanto vario, 25 specie diverse dallo zombie liscio al vecchietto che si incazza se gli distruggete il giornale prima che abbia finito il sudoku e al giocatore di football in completa tenuta sportiva, dallo zombie imbianchino dotato di scaletta allo zombie Michael Jackson, che se non farete fuori subito evocherà i suoi amici di Thriller.

I livelli della modalità principale sono 50 e dovremo difendere il nostro cervello prima nel prato davanti casa, poi in quello sul retro, dove c’è anche la piscina e dove arriveranno zombi dotati di salvagente… e zombi sub, e poi sul tetto, dove per ovviare ai problemi dovuti all’inclinazione del terreno di gioco dovremo abbandonare le piante tradizionali in favore delle catapulte e dove ci aspetterà anche lo scontro col boss finale
Finita questa che facciamo? Disinstalliamo? Noooooooo! I tizi della popcap hanno riempito il gioco di bonus: prima di tutto la modalità Puzzle, divisa in due sottogiochi a difficoltà crescente, dove in uno dei quali dovremo interpretare la parte degli zombie e cercare di arrivare alla casa divorando tutte le piantine difensive mentre nell’altro non compreremo le nostre torrette coi punti sole, ma le troveremo rompendo dei vasi dove potrebbero essere però nascosti anche i non morti (più facile a giocarlo che a dirlo); poi c’è la modalità minigames formata da 25 giochini molto simpatici, tipo il bowling con le noci, l’acquario degli zombi-sub, Beghouled (meccanica simile a quella di Puzzle Quest, in un giardino pieno di piante dovremo scambiarne di posto due adiacenti per formare file di tre o più vegetali uguali, così facendo scompariranno e lasceranno dietro di sé punti-sole utili a upgradare le torrette. Ah, nel frattempo ci sarà la solita orda da respingere) o Whack a Zombie, variante zombiesca del giochino della talpa e del martello (cazzo non mi viene in mente come si chiama -_-); dopo ancora c’è la modalità Survivor dove si potranno rigiocare le mappe della modalità principale resistendo a 5 ondate di zombie ma stavolta senza “azzerare” il giardino tra l’una e l’altra ma avendo invece la possibilità di migliorare le proprie difese tra u livello e l’altro.

Completando questi minigiochi si guadagnerà del denaro da spendere nel negozio di Crazy Dave, dove si possono trovare upgrade per le piante o semi da coltivare nel nostro giardino zen.
La grafica è completamente bidimensionale, il design delle piantine, come potete vedere dalle foto qua in giro, è molto puccioso e gli zombie sono rappresentati tutti in modo simpatico, le animazioni sono molto buone, tanto quanto gli effetti sonori
Non c’è molto altro da dire, un giochino semplice e spensierato ottimo per perdere un quarto d’ora di tempo. Provatelo.
Non c'ho voglia di rileggere. eventuali errori di ortografia saranno negli occhi di chi guarda
sabato 9 maggio 2009
[PS3] Flower
giovedì 7 maggio 2009
[WII]Klonoa
domenica 3 maggio 2009
Resistance: Retribution
L'altro giorno era sul letto, che mi guardava lussuriosa e mi tentava, con le sue curve, le sue trasparenze, il suo fascino.Live!
venerdì 1 maggio 2009
Criminal - Morti e Morenti
Nel bel paese siamo a quota tre volumi usciti, mentre negli stati uniti, dove siamo a 4, la serie è momentaneamente in pausa perché gli autori si sono dedicati anche a un altro progetto, Incognito.
Introduzioni fatte, che cos'è Criminal? è un noir moderno ambientato nel sottobosco criminale di una grande città degli Stati Uniti, popolata di rapinatori, gangster, truffatori, puttane, poliziotti. Volendola prendere più alla larga, Criminal è un mondo intero: pur essendo i vari archi narrativi-volumi assolutamente autosufficienti e indipendenti gli uni dagli altri, i personaggi di questa serie fanno parte della stessa realtà, della stessa città, frequentano gli stessi posti, vanno a bere nello stesso bar, e sono legati da vincoli che ad una prima lettura magari possono sfuggire, ma legano 3 generazioni di personaggi.
Il progetto di Brubaker è chiaro, scrivere un noir moderno moderno avendo però le radici ben piantate nella tradizione e, se nel primo volume si è parlato di una rapina e nel secondo di vendetta, nel terzo, quello uscito qualche settimana fa e di cui proverò a parlare nello specifico, si parla di ineluttabilità
Morti e Morenti è formato da 3 storie leggibili anche a sé stanti ma intrecciate l'un l'altra a filo doppio per raccontare una storia più grande, alla Pulp Fiction: un pugile che si appresta a lottare nell'incontro più importante della sua vita, un reduce del Vietnam che proverà a mettere a segno un grande colpo, una femme fatale che ha la possibilità di cambiare vita, ma viene richiamata al suo destino dall'eco della grande città. Il destino di questi personaggi è già segnato: sono morti e morenti, nel mondo raccontato da Bru un puglie nero non potrà mai liberarsi del suo passato, un reduce del vietnam non riuscirà mai a mettere a segno l'ultimo colpo, la ragazza nera non potrà mai stare col figlio del boss... sai che le cose andranno male già dal titolo, ma come al solito nel noir il punto d'arrivo non è tanto importante quanto i personaggi e la strada che decidono di percorrere per arrivare a quell'atteso, drammatico finale. I personaggi come al solito sono un cliché, i noir sono pieni di pugili falliti, figli di boss senza palle, reduci e puttane dal cuore d'oro, ma Bru riesce a portarli oltre lo stereotipo e a dargli profondità caratteriale anche con pochissime linee di dialogo.
Altro punto caratteristico della storia sta nell'ambientazione, perché mentre i primi due volumi erano ambientati ai giorni nostri gli eventi di questo si svolgono negli anni '70, anni in cui la società inizia a cambiare ed iniziano a cadere, ad esempio, le barriere di tipo razziale. Anche Phillips cerca di sfruttare l'ambientazione adattando il suo stile all'epoca, sembra rifarsi molto al gusto cinematografico di quegli anni, tanto è vero che per disegnare Danica secondo me ha googlato un bel po' di foto di Pam Grier. La struttura della tavola resta quella caratteristica della serie, le tre strisce divise in tante vignette quante servono alla storia, che vanno a formare quella griglia narrativa caratteristica, ad esempio, anche di watchmen: niente splash pages, niente pin-up, niente verticalizzazioni... Phillips, a ragione, non cerca la spettacolarità ma la drammaticità, e la ottiene anche grazie ai suoi inchiostri sempre perfetto.
ultima nota di merito al (o alla? non l'ho mai capito) colorista Val Staples, che non sarà Dave Stewart ma fa un lavoro comunque magnifico.
Questo è Criminal, uno dei migliori fumetti degli ultimi anni e una grandissima storia di genere.
Read or GTFO.



